"Non riesco a sopportare quelli che non prendono seriamente il cibo." (Oscar Wilde)

"Lo si schiaccia dolcemente tra lingua e palato; lentamente fresco e delizioso, comincia a fondersi: bagna il palato molle, sfiora le tonsille, penetra nell'esofago accogliente e infine si depone nello stomaco che ride di folle contentezza." (Gustave Flaubert)

About

About... me!

Mi chiamo Alfonso, Alfo per gli amici. Il cognome è Papa. Papa in inglese si scrive Pope, che suona un po' come Pop, dopotutto. Al liceo mi chiamavano Pop e a me non dispiaceva. Credo, dopotutto di avere uno spirito in un certo senso molto pop, musicalmente, almeno in parte e letterariamente piuttosto nel senso di avant pop. Dunque Alfo Pop. Ad ogni modo il mio nome e cognome, entrambi, tradiscono chiaramente le mie origini campane. Per la precisione i miei genitori partirono dal Casertano alla volta del Nord industrializzato quando erano molto, molto giovani. Provenivano entrambi dallo stesso piccolo paesino, San Felice a Cancello, a circa una quindicina di chilometri dalla famosa Reggia del Vanvitelli. O meglio. Provenivano da una via che attraversava la campagna, coltivata per lo più a patate e tabacco, con poche case basse da un lato e dall'altro, due o tre botteghe di alimentari, un bar, insomma proprio come i villaggi nei western di Sergio Leone, che univa San Felice e Cancello Scalo. Un agglomerato di casupole definito come frazione Botteghino. Ebbene partirono da qui, da Botteghino, per ritrovarsi al Nord, decisi a passare la vita insieme, dapprima a Villanova d'Asti, luogo in cui convolarono a giuste nozze, poi finalmente a Torino, dove più o meno un anno dopo nacqui io. La data della mia nascita, merita un anch'essa un breve cenno. Avvenne Lunedì 21 luglio del 1969. I più attenti avranno già notato la coicidenza con lo sbarco sulla Luna del "primo lunare" Neil Armstrong. Ebbene sì, proprio mentre il nostro scendeva la breve scaletta del Lem, pronunciando la famosa frase "Questo è solo un piccolo passo per l'uomo, ma è un grande balzo per l'umanità", proprio in quell'istante, era qualche minuto prima delle cinque del mattino, in una stanza asettica bianca dell'Ospedale Sant'Anna di Torino, il sottoscritto vagiva e ululava con tutto il fiato che i suoi piccoli polmoni inesperti riuscivano ad incamerare. Ovviamente mio padre, tranquillizzato da ginecologi e ostetriche, che esclusero con professionale sicumera la possibilità che io venissi al mondo quella notte, aveva salutato la mamma con un casto bacio la sera della domenica e a casa poi, si era appisolato più volte di fronte alla telecronaca dell'allunaggio, condatta da Ruggero Orlando e Tito Stagno, in grande forma, per il Primo Canale della Rai.
Non c'è molto altro di curioso da aggiungere. Sono stato bambino, adolescente e sono diventato un uomo. Sono cresciuto, facendo molte esperienze tipiche tra gli esseri umani. Ho sofferto. E poi sono nato un'altra volta, quando ho conosciuto Agata. Mia moglie. La mia prima e più importante passione. Poi vengono la letteratura, la scrittura, il cinema, il cibo, la cucina, la fotografia, la filosofia... tra poco ne arriverà un'altra. Si piazzerà alla pari con Agata, sarà anche lei una passione viscerale, enorme, non riesco nemmeno e immaginare quanto... la aspettiamo per la fine di Ottobre 2013. Si chiamerà Alice.  

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